6 novembre 2018
11:00

Stagione d’Opera e Danza 2018/2019

Dalla scena della vita a quella del teatro d’opera

Si apre con la straordinaria maratona lirica della Trilogia d’Autunno di Ravenna Festival la Stagione Opera 2018/19 del Teatro Alighieri, che quest’anno mette in scena il trittico verdiano Nabucco, Rigoletto e Otello dal 23 novembre al 2 dicembre per proseguire col ritorno della fortunata produzione de Il viaggio di Roberto il 16 dicembre; il filo rosso del complesso confronto fra sentimenti e potere che sottende i titoli di apertura, fra tradizione e contemporaneità, permane come sottofondo costante di tutta la stagione. Alla sua declinazione tragica in Roméo et Juliette, l’opera di Charles Gounod diretta da Paolo Olmi e coprodotta con il Teatro Nazionale Croato di Fiume, risponde l’irriverente soluzione delle mozartiane Nozze di Figaro in arrivo da Spoleto, regia di Giorgio Ferrara e direzione di Erina Yashima; mentre alla Rivoluzione Francese che incastona le vicende dell’Andrea Chénier di Giordano, diretta da Giovanni Di Stefano, si contrappone il dramma degli sbarchi clandestini nell’opera contemporanea Katër I Radës, il naufragio, tratta dal romanzo-reportage di Alessandro Leogrande. Con due formazioni d’oltreoceano, un gala che arriva dalla Russia e la principale compagnia italiana, la Stagione Danza si prospetta altrettanto ricca, pronta a viaggiare dalle coreografie contemporanee della newyorkese Parsons Dance all’omaggio a Leonard Cohen del Ballets Jazz de Montréal in prima italiana, dalla galleria di capolavori presentata dal Balletto Yacobson di S. Pietroburgo al Bach Project di Aterballetto.

In impeccabile equilibrio fra celebrazione e trasmissione del patrimonio lirico e coreutico da una parte e attenzione alle nuove rotte contemporanee dall’altra, il programma della Stagione 2018/19 conferma il Teatro Alighieri pietra angolare della vita culturale della città, grazie al sostegno del Comune di Ravenna, della Regione Emilia Romagna e del Ministero per i beni e le attività culturali, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la partnership di Unipol Banca.