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05/02/2008

Puccini torna all'Alighieri con una Boheme "sospesa in aria"

Dopo Il trittico la musica di Giacomo Puccini torna protagonista della stagione d'opera questa volta con il suo primo grande capolavoro, La bohème che sarà in scena al Teatro Alighieri sabato 23 (ore 20,30 turno A) e domenica 24 febbraio (ore 15,30 turno B). L'opera che ha consacrato il successo del compositore lucchese sarà presentata in un nuovo, suggestivo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca, coprodotto con il Goldoni di Livorno, il Verdi di Pisa e il Teatro Alighieri, per celebrarne il 150° anniversario della nascita.

L'opera di Puccini va in scena per la prima volta al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1896, di fatto in concorrenza con l'omonima opera di Ruggero Leoncavallo, anch'egli interessato al medesimo soggetto che si era appena reso libero da diritti d'autore. Questo era il romanzo di Henry Murger, "Scene della vita di bohème", che proprio per la sua struttura in quadri d'ambiente, che raffigurano singoli episodi nella vita dei giovani bohèmiens, ben si prestava a una selezione e al relativo "montaggio" che del romanzo di Murger fanno i due librettisti di Puccini, Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Sono essi stessi, nella prefazione al proprio libretto, che affermano ad esempio di aver voluto procedere a una rielaborazione della fonte originale di "Bohème" per meglio rendere sulla scena il carattere esemplare dei personaggi, e soprattutto quello di Mimì, che assomma in sé i personaggi di Mimì e Francine nel testo originale di Murger.

Una Bohème giovane quella di Aldo Tarabella, ambientata nella Parigi del secondo dopoguerra: "Ho volutamente sottolineato lo spirito di grande precarietà dei giovani che vivono in una sorta di villaggio aereo sito metaforicamente "tra le nuvole"- dichiara il regista - scegliendo di contestualizzare l'opera in un periodo diverso da quello originario, intorno al 1948, quando nel quartiere di Saint-Germain le soffitte e i tetti ripresero a pulsare riportando lassù, vicino ai cieli bigi, intellettuali, artisti, pittori, poeti..."
Gli fa eco lo scenografo Luca Antonucci "...una Bohème come "sospesa per aria" dove il tetto diventa la matrice, la struttura portante- paradigma dell'intero spazio scenico e al tempo stesso l'elemento generatore dei luoghi che da esso scaturiscono. In tal modo il tetto, il caffè e la strada, superando il dato realistico, diventano soprattutto e fondamentalmente 'luoghi teatrali', palcoscenici sospesi, casse di risonanza della vita di questi giovani un po' esistenzialisti".

Dirige l'opera Marzio Conti, flautista fiorentino docente dell'Istituto musicale Boccherini di Lucca, che da alcuni anni ha intrapreso la carriera di direttore d'orchestra. Il cast, frutto di un'attenta selezione tra le nuove leve del canto italiano, vede come protagonisti tutti giovani artisti: Maria Luigia Borsi interpreta Mimì, Salvatore Cordella - Rodolfo, Rosanna Savoia sarà Musetta, Mario Cassi - che ricordiamo nel recente applauditissimo Don Pasquale (Malatesta) - nel ruolo di Marcello, Alessandro Battiato vestirà i panni di Schaunard, Paolo Pecchioli quelli di Colline, Antonio Pannunzio si alternerà nei ruoli di Parpignol e Benoît, Nicola Simone Mugnaini interpreterà Alcindoro e Massimiliano Galli Il sergente dei doganieri.
Insieme ad Orchestra e Coro per la Lirica Toscana - maestro del coro Marco Bargagna - sarà impegnato il Coro delle Voci Bianche della Cappella Santa Cecilia diretto da Sara Matteucci.

Martedì 19 febbraio alla Sala Corelli del Teatro Alighieri, nell'ambito del ciclo di presentazioni organizzato in collaborazione con la Società Dante Alighieri, l'opera sarà presentata dal musicologo Mauro Casadei Turroni Monti.

Info: tel. 0544 249244