

Sabato 2 febbraio alle ore 20,30 (replica domenica 3 alle 15,30) il Teatro Alighieri di Ravenna inaugura la stagione di Danza con una grande artista internazionale impegnata nella duplice veste di coreografa e interprete, Carolyn Carlson.
Double Vision - questo il titolo dello spettacolo - è un incontro, trans-disciplinare tra due artisti, la coreografa-étoile Carolyn Carlson i cui 40 anni di creazione, d'inventiva e di virtuosismo hanno creato un universo globale, narrativo e immaginario e il giovane gruppo di creazione Electronic Shadow, composto dall'architetto Naziha Mestaoui e dallo scenografo Yacine Aït Kaci, che facendo fondere lo spazio e l'immagine propongono nuovi tipi di percezione.
Double Vision è il primo spettacolo di una serie che propone al pubblico una coreografia globale del palcoscenico, nella quale il corpo, quello di Carolyn Carlson, orchestra in un assolo coreografico un universo che si estende su tutto il palcoscenico e che la tecnologia ha reso vivo. L'assolo costituisce per Carolyn Carlson la forma essenziale del lavoro coreografico. La creazione di un assolo è per lei il momento di un rapporto diretto con la danza, la possibilità di un ritorno a se stessi. Alla ricerca della sua propria essenza Carolyn Carlson riprende questo cammino alla ricerca del gesto unico e puro, un dialogo intimo, senza spiegazioni e senza parole.
Grazie all'allestimento multimediale la scena diventa l'estensione del gesto prendendo vita con la gestualità della Carlson cosi che lo spazio diventa l'eco del corpo. Allo stesso modo i costumi giganteschi si trasformano nella pelle di un'immagine in movimento perpetuo. Lo spettacolo è un'ode all'immaginario, una doppia visione della realtà, un poema visivo e sonoro sulla relatività delle nostre percezioni, una visione al di là della vista. Il tempo e lo spazio si piegano e si spiegano in un ciclo eterno del quale lo spettacolo è una parte percettibile.
Gli assoli di Carolyn Carlson sono dei punti di riferimento che scandiscono la sua carriera di coreografa e di interprete. Nel giugno 1973, sul palcoscenico dell'Opéra de Paris, con Density 21,5 - omaggio a Edgar Varese - Carolyn Carlson prende piede nell'immaginario coreografico francese. Con il suo lungo corpo e la sua gestualità unica, riesce a far vedere la musica di Varése. Nel 1983 Blue Lady, assolo di una libertà e di una maestria incredibile, diventerà la sua coreografia distintiva e sarà rappresentata in tutto il mondo per dieci anni. Nel 1995 crea Vu d'ici al Théâtre de la Ville, autoritratto in cinque parti che, di metamorfosi in metamorfosi, rappresenta i volti di un'interprete unica. Con Writings on Water, assolo creato nel 2002 a Venezia, il fisico di Carolyn Carlson danza al di fuori del tempo, evolvendosi in un'eternità fluida e mutevole.
Questa nuova co-produzione Centre Chorégraphique National Roubaix Nord - Pas de Calais iDEALiD in collaborazione con ATER - Associazione Teatrale Emilia Romagna, si avvale delle luci di Emma Juliard e Electronic Shadow, i costumi di Chrystel Zingiro dai bozzetti di Crstof Beaufays e le musica originale Nicolas de Zorzi.
Info e prenotazioni: biglietteria del Teatro Alighieri tel. 0544 249244
Carolyn Carlson
Dirige il Centre Chorégraphique National de Roubaix Nord - Pas de Calais, nel nord della Francia.
Arrivata nel 1971 a Parigi, è una delle figure principali della nascita della danza contemporanea francese. Ha lasciato la propria impronta, sempre coronata da successi, in vari luoghi quali l'Opéra de Paris, il Théâtre de la Ville, il Festival d'Avignone.
Nel contempo ballerina e coreografa, tra le tappe del suo percorso artistico vi sono la direzione del Teatro La Fenice a Venezia, quella del Ballet Cullberg di Stoccolma, la residenza al Finnish National Ballet e al City Theatre di Helsinki. Invitata da celebri compagnie di danza, ha creato coreografie per il Nederland Dans Theater iii e il Ballet de l'Opéra de Paris. Nel 2006 ha ricevuto il Leone d'oro della Biennale di Venezia, per la prima volta conferito a un coreografo.
La sua danza, d'impressionante suggestione e virtuosismo, sempre alla ricerca della poesia, si nutre degli incontri con i grandi artisti quali i compositori Philip Glass, René Aubry, Gavin Bryars, Kaija Saariaho, e i ballerini Larrio Ekson, Jorma Uotinen, Marie-Claude Pietragalla, Dominique Mercy, Tero Saarinen.
Tappe fondamentali della sua carriera sono state il debutto nel 1965, come solista, nella compagnia di Alwin Nikolaïs; étoile-coreografa al Ballet de l'Opéra de Paris (1974-1980); direttore artistico del Teatro La Fenice, Venezia (1980-1984); residenza al Théâtre de la Ville, Parigi (1985-1991); residenza allo Helsinki City Theater e al Finnish National Ballet (1991-1992); direttore artistico del Ballet Cullberg, Stoccolma (1994-1995); direttore artistico della sezione danza della Biennale di Venezia (1999-2002); dal 1999 è direttore artistico dell'Atelier de Paris, scuola di formazione internazionale a La Cartoucherie de Vincennes; dal 2004 è direttore artistico del Centre Chorégraphique National Roubaix Nord-Pas de Calais.
Coreografie
Rituel pour un Rêve Mort, musica Pierre Henry, Scarlatti, Galuppi, Festival d'Avignone; Densité 21.5, musica Edgar Varèse, Opéra de Paris; Trio, musica John Surman e Barre Phillips, Teatro alla Scala di Milano; Blue Lady, musica René Aubry, Teatro La Fenice di Venezia; Still Waters, musica René Aubry, Jean Schwarz e Serge Aubry, Théâtre de la Ville, Parigi; Shamrock, musica Gabriel Yared, Het National Ballet, Amsterdam; Dall'Interno, musica Bob Dylan, Jean Schwarz, Nantes; Light Bringers, musica Philip Glass, Teatro Verde, Biennale di Venezia; Writings on Water, musica Gavin Bryars, Biennale di Venezia - Teatro la Fenice; Tigers in the Tea House, musica John Boswell, Parigi; Inanna, musica Armand Amar, Roubaix.
Principali commissioni coreografiche
Slow, Heavy and Blue, musica René Aubry, Ballet de l'Opéra de Paris; Maa, musica Kaja Saariaho, Finnish National Ballet; Them, musica Terry Riley, Nederland Dans Theater III; Sub Rosa, musica Gavin Bryars, Cullberg Ballet, Stoccolma; Signes, con Olivier Debré, musica René Aubry, Ballet de l'Opéra de Paris; If to leave is to remember, musica Philip Glass, Balletttheater München.