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14/10/2007

Stagione d'Opera 2007/2008

Opera

Le nostre radici

Entrando nella Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli, si è presi da una fortissima emozione. Le tante sale da poco restaurate in modo impeccabile, sono tutte intitolate ad un musicista il cui nome, incastonato fra gli stucchi, campeggia su ciascuna porta di ingresso. Pergolesi, Paisiello, Rossini, Cimarosa... Le pareti di libri di ogni sala sono costituite da centinaia, migliaia di manoscritti molti dei quali autografi. Si resta increduli e senza parole davanti a tanta bellezza e ci si chiede dove provenga una così grande ricchezza.
Si deve riconoscere molto merito al Maestro Riccardo Muti e ai suoi ripetuti interventi se oggi questo patrimonio è stato salvato dall'incuria, ma soprattutto si deve a lui se alcune opere, ripescate da quegli scaffali, torneranno ad essere eseguite. Grazie ad una collaborazione fra il Festival di Salisburgo e Ravenna Festival, infatti, ha preso vita un progetto sulla scuola napoletana che, a partire dal 2007 e per i prossimi 5 anni, metterà in scena opere ed oratori di autori napoletani del Settecento sotto la direzione artistica e musicale di Riccardo Muti.
Il valore di questo recupero risiede nel far rivivere, se possibile, quel felice momento di inesauribile fecondità che fu fucina di grandissimi compositori i quali, contesi dalle corti di tutta Europa ed in esse attivi, sfornavano a getto continuo pagine e pagine di musica straordinaria. Non a caso l'esperto Leopold Mozart, per dare la miglior formazione al piccolo prodigioso Wolfgang, lo portò in Italia e a Napoli, appunto.
Era una sapienza diffusa, un'arte condivisa, una qualità intrinseca quella che emanava da tutta la musica di quel tempo ed era linguaggio "comune". Gli ascoltatori avevano quel gusto nelle orecchie, la familiarità con le forme in cui si esprimeva quella disseminata bellezza. Ogni opera di quella inesauribile stagione riecheggia la sovrabbondanza ricchezza di un'epoca d'oro che costituisce essa stessa il vero, autentico capolavoro.
Certamente Mozart, abbeveratosi a quelle fonti, fu il più grande, il sommo, il vertice inarrivabile, ma come si può cogliere veramente il sublime se non si sa comprendere e gustare il bello? Perdere questo patrimonio, non saperlo tutelare ed apprezzare adeguatamente non solo sarebbe un delitto verso la nostra storia e verso noi stessi ma non consentirebbe nemmeno di capire adeguatamente ciò che ad esso è seguito. Se è naturale che ciascuno esprima maggiore affinità verso alcuni autori e certi repertori, è segno di grande miopia l'assoluta esclusività. Chi predilige un solo autore e un solo periodo storico difficilmente comprenderà appieno e farà un buon servizio a quell'autore e a quel periodo storico stessi. Ecco perchè nell'anno in cui (2008) si celebreranno i 150 anni della nascita di Giacomo Puccini, una delle massime espressioni nel mondo del melodramma italiano, risulta assolutamente pertinente un'apertura di stagione che affonda le radici nel nostro glorioso passato.

Il ritorno di don Calandrino di Domenico Cimarosa (prima rappresentazione Roma, 1778), che ha aperto il ciclo sulla scuola napoletana nello scorso mese di maggio a Salisburgo, inaugurerà la stagione invernale del Teatro Alighieri il 15 e 16 dicembre nell'ambito del progetto "Dicembre all'opera", appendice invernale di Ravenna Festival.

Il nostro teatro renderà omaggio a Giacomo Puccini proponendo due titoli del grande compositore lucchese, La bohème, che è l'opera più rappresentata nel mondo non solo fra quelle di Puccini, ma in assoluto di tutto il melodramma, e Il trittico, opera molto amata dall'autore ma che più raramente è dato ascoltare per la complessità di allestire tre opere in una (a Ravenna non è mai stato rappresentato mentre si contano 17 esecuzioni di Bohème!).
Puccini fu l'autore che segnò il passaggio al '900, la sua fu la musica del nuovo secolo
(Il trittico, non dimentichiamolo, è del 1918). Abbiamo perciò voluto caratterizzare la programmazione di questa stagione, proponendo altri capolavori del secolo scorso, la Salome di Richard Strauss (la cui prima rappresentazione avvenne a Dresda nel 1905), e The turn of the Screw (Il giro di vite) di Benjamin Britten, una delle opere più innovative ed interessanti del Novecento ispirata al celebre racconto di fantasmi di Henry James (titolo del 1954 anch'esso mai rappresentato nella nostra città).

 

Date da ricordare

ABBONAMENTI

Opera
rinnovi dal 15 ottobre al 3 novembre
nuovi dall'8 al 22 novembre

Danza
rinnovi dal 15 ottobre al 29 novembre
nuovi dal 1 dicembre al 29 dicembre

PREVENDITE BIGLIETTI

Opera dal 26 novembre
Danza dal 7 gennaio


Informazioni
Biglietteria Teatro Alighieri - Via Mariani 2, Ravenna
Tel. 0544 249244 - Fax 0544 215840
tickets@teatroalighieri.org
Orario d'apertura:giorni feriali 10-13, giovedì 16-18