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28/10/2006

La stagione d'opera 2006/07

Crescendo

L'attività del Teatro Alighieri riprende a dicembre col Don Pasquale di Donizetti diretto dal Maestro Riccardo Muti, un fatto di per sè talmente clamoroso che non richiede ulteriori commenti. Ciò nondimeno vorrei evidenziarne alcuni significati.
Innanzitutto si tratta di una iniziativa di Ravenna Festival che, dopo la presentazione lo scorso anno di una sua produzione, I Capuleti e i Montecchi, nell'ambito del circuito dei Teatri di Tradizione, inaugura una collaborazione che proporrà a dicembre, quest'anno e nei prossimi, una serie di nuove produzioni dirette da Riccardo Muti. Per la nostra città si tratta di una grande occasione di crescita culturale perchè la qualità che si esprime nel Festival diviene sempre di più l'humus di quanto si sviluppa nel corso dell'anno. Basti considerare l'opportunità unica che si apre ai ragazzi delle nostre scuole che avranno la possibilità di assistere alle prove dirette da Muti e di incontrare una personalità unica e straordinaria.
In questi anni non abbiamo perso l'occasione di sottolineare quanto sia cresciuta la capacità produttiva del nostro Teatro che è l'indice vero del suo essere vivo, della professionalità del suo personale e del suo staff a tutti i livelli, così come abbiamo sempre rimarcato la nostra scelta di puntare sui giovani, di voler investire e rischiare sul futuro. Mi preme allora rilevare innanzitutto due fatti. Il primo che, per la prima volta, un'opera diretta dal Maestro Muti nasce interamente nel nostro teatro senza il supporto dei grandi partner coproduttori che ci hanno sempre accompagnato in questi anni, dallo Staatsoper di Vienna, alla Scala di Milano, al Teatro Comunale di Bologna.
Il secondo che, per esplicita volontà del Maestro, sarà una produzione di giovani. Ad eccezione del ruolo protagonista che richiede una presenza di collaudata esperienza e che sarà affidato a un grande interprete quale Claudio Desderi, l'intero cast è infatti costituito da giovani cantanti come pure in orchestra siederanno i giovani musicisti della Cherubini. Giovane anche il regista, Andrea De Rosa mentre il Teatro di Piacenza che coproduce con noi il titolo, sarà coinvolto, oltre che per la presenza dell'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini residente a Piacenza, per la partecipazione del giovane Coro del suo Teatro Municipale.

Nel pieno della sua maturità artistica, dunque, il Maestro Muti mette a disposizione delle giovani generazioni la inestimabile ricchezza di una esperienza maturata nel corso della sua carriera internazionale ai più alti livelli ma, nello stesso tempo, in qualche modo si rimette in gioco perchè dal contatto con una nuova generazione di artisti possano nascere nuovi, imprevedibili frutti.

 

Anche il secondo titolo è una produzione che nasce nel nostro teatro e della quale andiamo altrettanto fieri. Si tratta di un nuovo allestimento dell'Orfeo ed Euridice di Gluck per la regia di Graham Vick, certamente uno dei registi più interessanti nel panorama mondiale la cui firma compare nei cartelloni dei più importanti teatri d'opera a livello internazionale. Per la prima volta Graham Vick affronta questo titolo ed ha accettato di farlo a Ravenna per le caratteristiche del progetto che gli abbiamo proposto, per realizzare il quale siamo impegnati da circa tre anni. La portata dell'evento è tale che ha visto il coinvolgimento di altri quattro teatri di tradizione (Ferrara, Reggio Emilia, Modena e Pisa) che hanno accettato di coprodurre con noi il titolo con cui porteremo al debutto tre giovani cantanti fra i quali il controtenore François Bitar che interpreterà il ruolo di Orfeo, l'Orchestra Barocca di Bolzano, ensemble specializzato nell'esecuzione del repertorio antico con strumenti d'epoca che per la prima volta affronterà il repertorio d'opera sotto la guida del suo direttore Claudio Astronio, e il coro Voci Barocche che abbiamo costituito per l'occasione e che sarà diretto dalla ravennate Elena Sartori.

Mai rappresentato a Ravenna, ma pochissimo in generale, Il Naso di Sostakovic è la prima opera scritta dal compositore russo, di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita. Ispirata alla celebre novella di Gogol', è un'opera grottesca di grande spessore musicale che per motivi di censura ideologica da parte del regime sovietico ebbe vita breve cadendo nell'oblio subito dopo il debutto che avvenne a Leningrado nel 1930. Il merito del suo recupero va al Teatro da camera di Mosca che nel 1974 ne curò il riallestimento per la regia di Boris Pokrovski. Pur trattandosi di un'opera da camera, si tratta di uno spettacolo assai complesso (basti pensare che vi figurano 78 personaggi) che potremo vedere nella storica versione del Teatro da camera di Mosca. Uniche tappe della tournèe italiana oltre all'Alighieri di Ravenna, il Regio di Torino e l'Olimpico di Roma.

Completano la stagione due fra i massimi titoli del melodramma, Otello e Falstaff, ultimi grandi capolavori di Giuseppe Verdi che la coincidenza di due produzioni, la prima a cura del Teatro Sociale di Rovigo, la seconda del Teatro Verdi di Pisa, ci ha dato l'opportunità di proporre assieme esattamente 120 anni dopo la prima scaligera di Otello (5 febbraio 1887). La prima esecuzione al Teatro Alighieri avvenne cinque anni più tardi nel 1892 mentre bisognerà attendere il 1923 per assistere alla prima ravennate di Falstaff. È interessante considerare come da allora non ci siano state altre esecuzioni del Falstaff fino alla fine degli anni '80 mentre di Otello si contano ben sette esecuzioni nell'arco di ottant'anni (l'ultima esecuzione all'Alighieri è del 1971). Su questi semplici dati si potrebbero aprire interessanti considerazioni sulla grande modernità del Falstaff e sull'annoso problema della mancanza di voci verdiane e della difficoltà di reperire oggi una voce per Otello, considerazioni che lasciamo agli approfondimenti che avremo modo di svolgere anche quest'anno nel corso delle presentazioni che realizziamo assieme alla società Dante Alighieri sotto il titolo "Prima dell'opera".

Angelo Nicastro
Direttore artistico


Didascalie
In Home Page e all'inizio del comunicato: Bozzetti per i costumi del "Don Pasquale" di Gabriella Pescucci
Sopra: "Il Naso"


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