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28/02/2010

Stagione d'opera e danza 2009/2010 - Fra classicità e innovazione

Se l'apertura è stata riservata alle sontuose architetture dell'opera barocca, con una nuova produzione del Tito Manlio di Antonio Vivaldi - uno dei preziosi titoli dell'ampio catalogo del "prete rosso", oggi famoso per le sue pagine strumentali ma nei primi decenni del Settecento indiscusso protagonista della vita teatrale europea -, la Stagione d'Opera e Danza del Teatro Alighieri proseguirà nei prossimi mesi senza rinunciare al repertorio tradizionale, ma gettando lo sguardo fino al Novecento più accattivante.
E prediligendo quel tratto ironico e umoristico che in ogni epoca ha saputo farsi spazio nel teatro musicale. Tratto che, per cominciare, caratterizza le più famose pagine operistiche di Gioachino Rossini, come appunto Il barbiere di Siviglia, indiscusso capolavoro buffo e belcantistico qui proposto in un allestimento del Maggio Musicale Fiorentino affidato al disegno registico di Damiano Michieletto. Una regia che testimonia un'altra delle scelte artistiche fondanti dell'intera stagione: la volontà di aprire il mondo dell'opera a nuove chiavi interpretative offrendo, per tutti i titoli in programma, spazi di ricerca a quella nuova generazione di registi che in questi anni si sta affacciando sulla scena internazionale. Al giovane Andrea Cigni toccherà, infatti, la regia di un altro melodramma comico, La figlia del reggimento di Gaetano Donizetti: non però nella prima versione francese che l'autore concepì per l'Opéra Comique di Parigi, dove andò in scena nel febbraio del 1840, ma in quella italiana che pochi mesi dopo trionfò alla Scala di Milano. Due atti tipici della verve comica donizettiana che, nell'edizione critica di Claudio Toscani, andranno in scena in un nuovo allestimento coprodotto dal teatro ravennate insieme al Circuito Lirico Lombardo. Lungo il filo del divertissement lirico si inserisce anche il Candide di Leonard Bernstein. Traduzione in musica del capolavoro di polemica illuministica di Voltaire, si tratta di una di quelle partiture refrattarie ad ogni facile classificazione: perché al turbinio spettacolare del musical unisce il profondo lirismo del più classico melodramma come l'allegria più sfacciata dell'operetta, in una moltitudine di stili e caratteri che ne fanno una pagina unica del Novecento musicale. A dirigerla, sul podio dell'Orchestra della Toscana, sarà Elio Boncompagni, mentre la regia sarà del giovane polacco Michal Znaniecki. L'ultimo appuntamento operistico è fissato con l'Idomeneo di Mozart: superbo esempio di drammaturgia musicale seria, condotta nei canoni della riforma gluckiana attraverso una caratterizzazione musicale dei personaggi che, al di là della convenzionalità aulica del soggetto, sconfina nella modernità. Il nuovo allestimento in scena è quello del Comunale di Bologna: la direzione è di Michele Mariotti, mentre la regia di Davide Livermore.
Nel cartellone, però, un posto di grande rilievo spetta anche alla danza, che con regolarità si alterna alla lirica: di nuovo nel segno della collaborazione con istituzioni prestigiose, come per La Sylphide, interpretato da uno dei corpi di ballo italiani più qualificati, il fiorentino MaggioDanza. E di nuovo coniugando la tradizione classica con le istanze della danza moderna. Così, se all'interpretazione del Balletto dell'Opera di Praga sarà affidata la celebre Cenerentola musicata da Sergej Prokof'ev, lo stile innovativo de Les Balletts Jazz de Montréal dominerà nelle coreografie della nuova creazione Jack in the box e nell'ironia de Les Chambres de Jacques. Per poi chiudere nel linguaggio parodistico e scherzoso della compagnia tutta al maschile Les Ballets Trockadero, impegnata a rileggere in chiave umoristica classici quali Il lago dei cigni e Paquita.