Teatro Alighieri 2018-2019

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Stagioni convenzionate col Comune di Ravenna

 
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Stagione DANZA 2017-2018

Il programma della Danza, che scorre in parallelo con quello dell’Opera, si aprirà il 20 gennaio (replica 21) con una nuova creazione del Balletto di Toscana Junior: la compagnia - diretta da Cristina Bozzolini e formata da giovani fra i 16 e i 21 anni, vera e propria palestra per autori e interpreti della nuova generazione - presenta Bella addormentata di Diego Tortelli. Dopo una ricchissima esperienza come danzatore, Tortelli ha intrapreso da qualche anno la carriera di coreografo, segnalandosi come una delle presenze più interessanti della danza italiana. Nuova rilettura di un grande classico, Bella addormentata trasporta il capolavoro di Cajkovskij sulle strade frenetiche di una moderna metropoli, specchio della nostra epoca: qui uno scrittore solitario vive in una stanza astratta, creata dai suoi sogni e dalle sue fantasie, dove immagina la sua Aurora, rappresentazione tanto perfetta quanto irreale dell’amore ideale cui tutti aspirano. A differenza della favola originale di Perrault e del celebre balletto di Petipa, lo scontro tra il bene e il male qui lascia spazio a una riflessione introspettiva che mette al centro il conflitto col proprio alter ego, con le proprie ossessioni e illusioni, e dove per ritrovarsi occorre ritornare a misurarsi col mondo reale.

Il 3 e 4 febbraio il ritorno della prestigiosa compagnia di Angelin Preljocaj con una creazione per 10 danzatori, La Fresque. Il coreografo francese continua ad indagare l’universo dei racconti: in questo caso la pista ancora inesplorata dei racconti tradizionali dell’Asia, noti per la loro ricchezza e la loro forza poetica. Il racconto diviene la fonte di un adattamento più contemporaneo che immerge lo spettatore in uno spazio fantastico al crocevia fra culture, senza banali esotismi, pur mantenendone la trama e le evocazioni simboliche sulla partitura elettronica di ispirazione orientale firmata da Nicolas Godin. 

Hooray for Hans!
sul palcoscenico dell’Alighieri il 24 e 25 febbraio, è un omaggio al più importante coreografo olandese, Hans van Manen, offerto da Introdans. Dal 1995 la compagnia ha inserito più di venti opere del maestro nel proprio repertorio e ora ne festeggia l’ottantacinquesimo compleanno con una serata che include tre sue coreografie. Polish Pieces è uno dei lavori più effervescenti e colorati di van Manen: creato sulla potente musica di Górecki, presenta dodici danzatori in tuniche colorate che sfilano sul palcoscenico in un crescendo di combinazioni coreografiche sempre diverse, piene di energia, pulsanti e in un gioco fantastico di linee. In and Out si basa sulla limitazione scenografia derivante da tre grandi scatole nelle quali, e dalle quali, i ballerini scompaiono e appaiono ripetutamente, si raggruppano e si disperdono per appendersi, scivolare e salire su tutte e tre le strutture. Inizialmente l’atmosfera è più leggera e giocosa ma, quando la musica di Laurie Anderson lascia il posto a quella di Nina Hagen, il “veleno” e l’aggressività cominciano ad affiorare, anche se in modo molto sottile e raffinato. Black Cake è infine una deliziosa “torta di compleanno”, creata dal coreografo per il trentesimo giubileo del Nederlands Dans Theatre nel 1989, un ritratto al tempo stesso tagliente e divertente di una festa chic frequentata da gente chic, che presto però dimostra di non essere così tanto chic!

La Stagione Danza si chiude con Aterballetto: il 17 e 18 marzo la compagnia italiana presenterà due pièce, Bliss e Words and Space. A guidare il coreografo svedese Johan Inger nella creazione della prima, premio Danza&Danza 2016, sono state l’iconica musica di Keith Jarrett, vero e proprio ritratto di una generazione, e la voglia di raccontare insieme ai danzatori il rinnovarsi dell’incontro e la relazione con questa musica iconica, per riviverne tutta la sfida sia compositiva che emotiva. È invece originario di Praga Jirí Pokorny, autore del secondo lavoro su musiche del repertorio barocco, che rappresenta la metafora di un dialogo intrapersonale, un confronto con il proprio io, un racconto intimo che rivela tutta la vulnerabilità e l’autenticità della nostra esperienza individuale.

 
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