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DANIEL EZRALOW

DOMENICA 2 MARZO ORE 15.30 - Turno B
DOMENICA 2 MARZO ORE 20.30 - Turno A

Why
be extraordinary when you can be yourself

diretto e coreografato da
Daniel Ezralow

scritto da Daniel Ezralow e Arabella Holzbog
light designer Marco D'Andrea
video artist Noise_Video / Michele Fuccio
Spark Digital Entertainment / Francesco Paglia
costumiste Elena Mazzoli, Alessandra Robbiati
consulente musicale Marco Iannelli

musiche
The Beatles, Big Bad Voodoo Daddy, Cherry Poppin' Daddies, Ludovico Einaudi,
Lesley Gore, Gorillaz, Buddy Guy & Junior Wells, David Lang, Alanis Morissette,
Le Mystère des Voix Bulgares, Sigur Rós, U2, Vangelis, Thom Willems


 

 

Lo spettacolo

In una società dove lo straordinario diventa regola di vita e imperativo da perseguire ovunque e sempre, soprattutto nel mondo dello spettacolo e dell'entertainment, dove si va alla continua ricerca dello "strano" e dell'"esotico", forse è proprio la normalità a diventare oggi straordinaria, insolita, unica, meravigliosa.
Il nuovo progetto del grande coreografo Daniel Ezralow parte proprio da questa semplice intuizione: perché essere straordinari quando si può (straordinariamente) essere se stessi?
Ricerca e rappresentazione di se stessi perché la vita è un meraviglioso caleidoscopio di mille azioni semplici, normali, ma assolutamente uniche, come è unico ciascuno di noi. Ognuno è ineguagliabile ed è proprio la nostra intrinseca unicità a renderci straordinari nella "normale" quotidianità. Non serve cercare di essere eccezionali, i migliori, gli insuperabili, quelli che sono "arrivati": lo siamo già, solo che troppo spesso ce ne siamo dimenticati.
È dal quotidiano che nasce l'arte. Ogni espressione della vita quotidiana è in sé una danza: ogni movimento, anche il più impercettibile dei sussulti può diventare esteticamente "bello". È la magia nascosta nelle piccole azioni che scandiscono la nostra giornata.
Daniel Ezralow ha creato così il suo show, il suo mondo meraviglioso, dove i ballerini sono i primi a rappresentare se stessi: "Real people dance", persone "normali" che sono riuscite a realizzare le loro aspirazioni, artisti in cui ogni spettatore può riconoscersi, incarnando l'oggetto stesso dello spettacolo.
Ezralow è riuscito a mettere in scena la follia, la gioia e il dolore che ci rendono vivi e unici; attraverso la danza - la forma d'arte forse più istintiva e ancestrale - è riuscito a rappresentare idee che si sovrappongono, occasioni che si manifestano, scelte che ne conseguono, temi che caratterizzano la vita di ciascuno di noi. A condurre la scena è la semplice invenzione, che senza soluzione di continuità lega i quadri che costituiscono lo spettacolo, in cui si esprime la creatività personale dei ballerini attraverso un'improvvisazione studiata e poi realizzata. "Guarda. Ascolta. Pensa. Fai", ama ripetere Ezralow ai suoi ballerini, "Non nascondetevi dietro la vostra tecnica: la tecnica non è un fine, ma un mezzo per esprimervi".
L'occhio di Ezralow diventa così la nostra lente di ingrandimento: ciò che abbiamo smesso di guardare perché davanti ai nostri occhi ogni giorno, torna ad essere protagonista, svelando la meraviglia rimasta sepolta sotto la nostra abitudinaria indifferenza.
Di qui, scenografie "domestiche" e "urbane" si alternano a video onirici (realizzati da NoiseVideo e Spark Digital Entertainment), illusioni impalpabili, interazioni inattese tra la quotidianità della casa, del lavoro, e il sogno che diventa realtà, aspirazioni che prendono corpo sul palcoscenico. Anche la scelta delle musiche riporta alla quotidianità (dai Beatles agli U2, da Buddy Guy ad Alanis Morissette), ricreando un immaginario in cui ognuno di noi potrà riconoscersi, immedesimarsi, per poi volare insieme a tutti i protagonisti dello show.

 

La genesi

La scelta del coreografo di creare e produrre il suo nuovo spettacolo è nata lavorando in un ambiente eterogeneo e stimolante qual è l'officina formativa di "Amici", trasmissione televisiva in cui ragazzi "comuni" studiano, lavorano, si impegnano per imparare ad affermare se stessi e la propria irrefrenabile vocazione artistica.
Ezralow era stato invitato come ospite alla sesta edizione del programma di Mediaset per promuovere lo spettacolo Aeros. La sua iniziale reticenza, motivata dalla conoscenza dei tanti (e troppo spesso falsi) reality americani, è stata vinta dall'incontro con i ragazzi, con il loro entusiasmo e la loro sincera emozione di poter condividere per un giorno lo studio televisivo con una delle menti più geniali della danza contemporanea.
Qui si è presentata l'occasione per la creazione del suo nuovo spettacolo. E dopo aver accettato di partecipare al programma televisivo con una propria residenza artistica e successivamente di far riprendere la prima sessione di prove dalle telecamere, ha anche scelto giovani allievi di talento da inserire stabilmente nella sua compagnia di professionisti internazionali.
Giorno dopo giorno, prova dopo prova, ha quindi preso vita un reale work in progress che si è arricchito della meravigliosa quotidianità della vita sul set, del lavoro, della ricerca. Idee e suggestioni nate da situazioni "normali", che divengono il cuore pulsante del processo creativo, fino a prendere forma concreta ed essere realizzate ed esaltate sul palcoscenico.
Da tale unione ha preso vita uno spettacolo assolutamente innovativo, di grande impatto visivo, che si avvale delle più moderne tecnologie scenografiche, la cui espressività è frutto della ricerca e dell'inedita sperimentazione tra tecniche diverse e stili contrapposti, in linea con le tendenze più forti della cultura contemporanea a livello mondiale e da sempre uno dei tratti distintivi dell'opera di Ezralow, che il pubblico italiano da tempo attendeva di applaudire.

 

Daniel Ezralow

Nato a Los Angeles, comincia lo studio della danza a UC Berkley in California e fra il 1976 e il 1986 collabora con 5x2 Plus, Lar Lubovitch, Paul Taylor e i Pilobolus.
Eccezionale performer e ballerino solista, come coreografo si distingue per il suo linguaggio fatto di invenzioni sorprendenti. È tra i fondatori dei MOMIX e ISO, un gruppo di danza che unisce al notevole talento artistico uno straordinario virtuosismo tecnico e acrobatico. Con la compagnia ISO, in qualità di co-direttore, coreografo e solista, inizia tournée in tutto il mondo, firmando coreografie per molti festival internazionali e grandi compagnie stabili. Crea coreografie per Hubbard Street Dance Company Chicago, Batsheva Dance Company of Israel, Paris Opera Ballet, Rudolf Nureyev, London Contemporary Dance Company, Maggio Musicale Fiorentino, Manhattan Ballet, Atlanta Ballet, Kibbutz Contemporary Company e per la Fête de l'Humanité di Parigi e altri.
Nel teatro lirico realizza le coreografie per L'Olandese Volante di Wagner all'Opera di Los Angeles, alla Houston Opera e alla English National Opera.
Nel 1994 debutta con uno spettacolo multimediale, Salgari, in qualità di primo coreografo, ballerino e regista. Per l'apertura del Festival Internazionale della Danza di Milano 1995/1996, concepisce, dirige e coreografa Mandala, lavoro meditativo-multimediale ispirato al buddhismo tantrico.
Con questo spettacolo inizia una lunga tournée nei maggiori teatri italiani, poi a Londra al Peacock Theatre e in Sud America. Nell'edizione del 1996 del Maggio Musicale Fiorentino coreografa e balla in Aida.
Tra le sue partecipazioni teatrali, coreografa lo spettacolo a Broadway di Julie Taymor The Green Bird e crea la coreografia per un adattamento del Moby Dick di Melville al Teatro degli Champs Elysees. Fra i suoi lavori recenti: coreografie e co-regia del musical Tosca di Lucio Dalla; coreografie e co-regia di Aeros, con David Parsons, Moses Pendleton e gli atleti della Federazione Ginnastica Rumena; collabora alla creazione delle coreografie del Hit Musical LOVE con le musiche dei Beatles e il Cirque Du Soleil.
Ha ricevuto dalla American Choreographer Innovetor's Award il premio come miglior coreografo, ha ricevuto anche un EMMY AWARD per il "PBS" special "Episodes" e una nomination agli EMMY per lo spettacolo del 1998 agli Academy Award, premi ricevuti anche al Premio Positano e al Nijinsky Award. Nel Luglio 2006 riceve anche il Premio IschiaGassman.
Nella musica pop crea coreografie per video musicali e tournée, collaborando con Sting, U2, David Bowie, Pat Metheny, Andrea Bocelli, Ricky Martin, Josh Groban e Faith Hill.
Nel mondo del cinema, prende parte alla realizzazione di numerosi film, tra i quali La visione del sabba di Marco Bellocchio, L'ultimo concerto di Francesco Laudadio, Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti di Lina Wertmüller, Ulisse e la balena bianca di Vittorio Gassman, Casa Ricordi di Mauro Bolognini, The Grinch di Ron Howard, StereoFututre di Nakano Hiroyuki, Across the Universe, nuovo Film-Musical di Julie Taymor.
Ezralow ha offerto la sua collaborazione anche nel mondo della moda, lavorando con stilisti quali Issey Miyake e Koji Tatsuno, Roberto Cavalli, Hugo Boss ed inoltre la sua immagine è stata utilizzata in molte campagne pubblicitarie.
Su Daniel Ezralow sarà prossimamente girato un film-documentario riguardante la sua vita e il suo lavoro, intitolato: Il viaggio di un ballerino, Daniel Ezralow.