Teatro Alighieri 2017-2018

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Calendario Stagione 2017/2018

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DATA
SPETTACOLO
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ORARIO
SEDE
BIGLIETTERIA ONLINE
Martedì 12-09-2017
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Altri eventi
20:30
Teatro Alighieri
Giovedì 14-09-2017
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Altri eventi
19:00
Teatro Alighieri
Venerdì 15-09-2017
left1Il programma della serata prevede l'esecuzione di arie e brani tratti da opere di Mozart, Puccini, Tosti, Capicchioni, Messieri, Gastaldon, Piazzolla e De Curtis.Una meravigliosa opportunità per ascoltare una selezione di musica classica sostenendo l’assistenza ai pazienti oncologici.Il ricavato della serata sarà devoluto allo IOR (Istituto Oncologico Romagnolo).L'ingresso ad offerta libera è a sostegno del servizio di assistenza domiciliare gratuita promosso dallo IOR sul territorio.]]>
Altri eventi
21:00
Sala Arcangelo Corelli
 
Sabato 16-09-2017
left1Il ricavato della serata verrà destinato all'assistenza domiciliare, medica e psicologica per pazienti ematologici e oncologici della Provincia.]]>
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
Domenica 17-09-2017
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
Mercoledì 04-10-2017
left1Biglietto di ingresso ai concerti: 3 euroBiglietteria il giorno del concerto dalle ore 16.30]]>
Altri eventi
17:00
Sala Arcangelo Corelli
 
Lunedì 09-10-2017
left1Biglietto di ingresso ai concerti: 3 euroBiglietteria il giorno del concerto dalle ore 16.30]]>
Altri eventi
17:00
Sala Arcangelo Corelli
 
Mercoledì 11-10-2017
left1Biglietto di ingresso ai concerti: 3 euroBiglietteria il giorno del concerto dalle ore 16.30]]>
Altri eventi
17:00
Sala Arcangelo Corelli
 
Martedì 17-10-2017
left1Biglietto di ingresso ai concerti: 3 euroBiglietteria il giorno del concerto dalle ore 16.30]]>
Altri eventi
17:00
Sala Arcangelo Corelli
 
Giovedì 19-10-2017
left1Biglietto di ingresso ai concerti: 3 euroBiglietteria il giorno del concerto dalle ore 16.30]]>
Altri eventi
17:00
Sala Arcangelo Corelli
 
Martedì 24-10-2017
left1Biglietto di ingresso ai concerti: 3 euroBiglietteria il giorno del concerto dalle ore 16.30]]>
Altri eventi
17:00
Sala Arcangelo Corelli
 
Venerdì 03-11-2017
left1Biglietto di ingresso ai concerti: 3 euroBiglietteria il giorno del concerto dalle ore 16.30]]>
Altri eventi
17:00
Sala Arcangelo Corelli
 
Domenica 05-11-2017
Altri eventi
11:00
Sala Arcangelo Corelli
Domenica 12-11-2017
Altri eventi
11:00
Sala Arcangelo Corelli
Lunedì 13-11-2017
Altri eventi
21:00
Sala Arcangelo Corelli
Venerdì 17-11-2017
left1 Santuzza Chiara Mogini Turiddu Aleandro Mariani Alfio Andrea Zaupa Lola Anna Malavasi Lucia, madre di Turiddu Antonella Carpenito direttore Vladimir Ovodok regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designer Vincent Longuemare visual designer David Loom video programmer Davide Broccoli costumi Alessandro Lai Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Coro di voci bianche Ludus Vocalis diretto da Elisabetta Agostini Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il Festival sfodera risorse capaci di trasformare il Teatro Alighieri in una instancabile macchina produttiva. E lo spazio scenico in una claustrofobica scatola dell’angoscia, che si apre e si chiude, trasfigurandosi e dando voce e corpo al gesto tragico che attraversa questi capolavori: la morte in duello, il suicidio, l’omicidio… sentimenti messi fino in fondo alla prova. Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. Eppoi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti. Il tramonto di un’epoca si fonde all’alba di nuovi tempi: è sul finire dell’Ottocento che il melodramma italiano ritrova nuova linfa, in quegli anni in cui tutto – idee e linguaggi e sperimentazioni – conduce irresistibilmente alla modernità, a quel grumo di senso che precipita fino al cuore del Novecento, irradiandosi sino a noi. Nel 1890 la fulminante immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana conquista i teatri imponendo il verbo “verista” in musica, e due anni dopo, Leoncavallo trasfigura un vecchio fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: la “parola scenica” esplode caricandosi di una tradizione lunga secoli e dandogli nuova luce. Quella luce che splenderà appieno nell’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini inaugurerà il nuovo secolo.]]>
Opera
20:30
Teatro Alighieri
Sabato 18-11-2017
left1 Nedda Estibaliz Martyn Canio Diego Cavazzin Tonio Kiril Manolov Beppe Giovanni Sala Silvio Igor Onishchenko direttore Vladimir Ovodok regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designer Vincent Longuemare visual designer David Loom video programmer Davide Broccoli costumi Alessandro Lai Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Coro di voci bianche Ludus Vocalis diretto da Elisabetta Agostini Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il Festival sfodera risorse capaci di trasformare il Teatro Alighieri in una instancabile macchina produttiva. E lo spazio scenico in una claustrofobica scatola dell’angoscia, che si apre e si chiude, trasfigurandosi e dando voce e corpo al gesto tragico che attraversa questi capolavori: la morte in duello, il suicidio, l’omicidio… sentimenti messi fino in fondo alla prova. Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. Eppoi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti. Il tramonto di un’epoca si fonde all’alba di nuovi tempi: è sul finire dell’Ottocento che il melodramma italiano ritrova nuova linfa, in quegli anni in cui tutto – idee e linguaggi e sperimentazioni – conduce irresistibilmente alla modernità, a quel grumo di senso che precipita fino al cuore del Novecento, irradiandosi sino a noi. Nel 1890 la fulminante immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana conquista i teatri imponendo il verbo “verista” in musica, e due anni dopo, Leoncavallo trasfigura un vecchio fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: la “parola scenica” esplode caricandosi di una tradizione lunga secoli e dandogli nuova luce. Quella luce che splenderà appieno nell’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini inaugurerà il nuovo secolo.]]>
Opera
20:30
Teatro Alighieri
Domenica 19-11-2017
Altri eventi
11:00
Sala Arcangelo Corelli
Domenica 19-11-2017
left1 Tosca Virginia Tola Cavaradossi Azer Zada Scarpia Andrea Zaupa Angelotti Paolo Gatti Sagrestano Giorgio Trucco Spoletta Filippo Pollini Sciarrone Ion Stancu Un pastore Julie Cassanelli direttore Vladimir Ovodok regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designer Vincent Longuemare visual designer David Loom video programmer Davide Broccoli costumi Alessandro Lai Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Coro di voci bianche Ludus Vocalis diretto da Elisabetta Agostini Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il Festival sfodera risorse capaci di trasformare il Teatro Alighieri in una instancabile macchina produttiva. E lo spazio scenico in una claustrofobica scatola dell’angoscia, che si apre e si chiude, trasfigurandosi e dando voce e corpo al gesto tragico che attraversa questi capolavori: la morte in duello, il suicidio, l’omicidio… sentimenti messi fino in fondo alla prova. Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. Eppoi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti. Il tramonto di un’epoca si fonde all’alba di nuovi tempi: è sul finire dell’Ottocento che il melodramma italiano ritrova nuova linfa, in quegli anni in cui tutto – idee e linguaggi e sperimentazioni – conduce irresistibilmente alla modernità, a quel grumo di senso che precipita fino al cuore del Novecento, irradiandosi sino a noi. Nel 1890 la fulminante immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana conquista i teatri imponendo il verbo “verista” in musica, e due anni dopo, Leoncavallo trasfigura un vecchio fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: la “parola scenica” esplode caricandosi di una tradizione lunga secoli e dandogli nuova luce. Quella luce che splenderà appieno nell’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini inaugurerà il nuovo secolo.]]>
Opera
15:30
Teatro Alighieri
Martedì 21-11-2017
left1 Santuzza Chiara Mogini Turiddu Aleandro Mariani Alfio Andrea Zaupa Lola Anna Malavasi Lucia, madre di Turiddu Antonella Carpenito direttore Vladimir Ovodok regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designer Vincent Longuemare visual designer David Loom video programmer Davide Broccoli costumi Alessandro Lai Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Coro di voci bianche Ludus Vocalis diretto da Elisabetta Agostini Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il Festival sfodera risorse capaci di trasformare il Teatro Alighieri in una instancabile macchina produttiva. E lo spazio scenico in una claustrofobica scatola dell’angoscia, che si apre e si chiude, trasfigurandosi e dando voce e corpo al gesto tragico che attraversa questi capolavori: la morte in duello, il suicidio, l’omicidio… sentimenti messi fino in fondo alla prova. Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. Eppoi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti. Il tramonto di un’epoca si fonde all’alba di nuovi tempi: è sul finire dell’Ottocento che il melodramma italiano ritrova nuova linfa, in quegli anni in cui tutto – idee e linguaggi e sperimentazioni – conduce irresistibilmente alla modernità, a quel grumo di senso che precipita fino al cuore del Novecento, irradiandosi sino a noi. Nel 1890 la fulminante immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana conquista i teatri imponendo il verbo “verista” in musica, e due anni dopo, Leoncavallo trasfigura un vecchio fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: la “parola scenica” esplode caricandosi di una tradizione lunga secoli e dandogli nuova luce. Quella luce che splenderà appieno nell’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini inaugurerà il nuovo secolo.]]>
Opera
20:30
Teatro Alighieri
Mercoledì 22-11-2017
left1 Nedda Estibaliz Martyn Canio Diego Cavazzin Tonio Kiril Manolov Beppe Giovanni Sala Silvio Igor Onishchenko direttore Vladimir Ovodok regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designer Vincent Longuemare visual designer David Loom video programmer Davide Broccoli costumi Alessandro Lai Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Coro di voci bianche Ludus Vocalis diretto da Elisabetta Agostini Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il Festival sfodera risorse capaci di trasformare il Teatro Alighieri in una instancabile macchina produttiva. E lo spazio scenico in una claustrofobica scatola dell’angoscia, che si apre e si chiude, trasfigurandosi e dando voce e corpo al gesto tragico che attraversa questi capolavori: la morte in duello, il suicidio, l’omicidio… sentimenti messi fino in fondo alla prova. Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. Eppoi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti. Il tramonto di un’epoca si fonde all’alba di nuovi tempi: è sul finire dell’Ottocento che il melodramma italiano ritrova nuova linfa, in quegli anni in cui tutto – idee e linguaggi e sperimentazioni – conduce irresistibilmente alla modernità, a quel grumo di senso che precipita fino al cuore del Novecento, irradiandosi sino a noi. Nel 1890 la fulminante immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana conquista i teatri imponendo il verbo “verista” in musica, e due anni dopo, Leoncavallo trasfigura un vecchio fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: la “parola scenica” esplode caricandosi di una tradizione lunga secoli e dandogli nuova luce. Quella luce che splenderà appieno nell’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini inaugurerà il nuovo secolo.]]>
Opera
20:30
Teatro Alighieri
Giovedì 23-11-2017
left1 Tosca Virginia Tola Cavaradossi Azer Zada Scarpia Andrea Zaupa Angelotti Paolo Gatti Sagrestano Giorgio Trucco Spoletta Filippo Pollini Sciarrone Ion Stancu Un pastore Julie Cassanelli direttore Vladimir Ovodok regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designer Vincent Longuemare visual designer David Loom video programmer Davide Broccoli costumi Alessandro Lai Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Coro di voci bianche Ludus Vocalis diretto da Elisabetta Agostini Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il Festival sfodera risorse capaci di trasformare il Teatro Alighieri in una instancabile macchina produttiva. E lo spazio scenico in una claustrofobica scatola dell’angoscia, che si apre e si chiude, trasfigurandosi e dando voce e corpo al gesto tragico che attraversa questi capolavori: la morte in duello, il suicidio, l’omicidio… sentimenti messi fino in fondo alla prova. Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. Eppoi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti. Il tramonto di un’epoca si fonde all’alba di nuovi tempi: è sul finire dell’Ottocento che il melodramma italiano ritrova nuova linfa, in quegli anni in cui tutto – idee e linguaggi e sperimentazioni – conduce irresistibilmente alla modernità, a quel grumo di senso che precipita fino al cuore del Novecento, irradiandosi sino a noi. Nel 1890 la fulminante immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana conquista i teatri imponendo il verbo “verista” in musica, e due anni dopo, Leoncavallo trasfigura un vecchio fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: la “parola scenica” esplode caricandosi di una tradizione lunga secoli e dandogli nuova luce. Quella luce che splenderà appieno nell’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini inaugurerà il nuovo secolo.]]>
Opera
20:30
Teatro Alighieri
Venerdì 24-11-2017
left1 Santuzza Chiara Mogini Turiddu Aleandro Mariani Alfio Andrea Zaupa Lola Anna Malavasi Lucia, madre di Turiddu Antonella Carpenito direttore Vladimir Ovodok regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designer Vincent Longuemare visual designer David Loom video programmer Davide Broccoli costumi Alessandro Lai Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Coro di voci bianche Ludus Vocalis diretto da Elisabetta Agostini Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il Festival sfodera risorse capaci di trasformare il Teatro Alighieri in una instancabile macchina produttiva. E lo spazio scenico in una claustrofobica scatola dell’angoscia, che si apre e si chiude, trasfigurandosi e dando voce e corpo al gesto tragico che attraversa questi capolavori: la morte in duello, il suicidio, l’omicidio… sentimenti messi fino in fondo alla prova. Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. Eppoi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti. Il tramonto di un’epoca si fonde all’alba di nuovi tempi: è sul finire dell’Ottocento che il melodramma italiano ritrova nuova linfa, in quegli anni in cui tutto – idee e linguaggi e sperimentazioni – conduce irresistibilmente alla modernità, a quel grumo di senso che precipita fino al cuore del Novecento, irradiandosi sino a noi. Nel 1890 la fulminante immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana conquista i teatri imponendo il verbo “verista” in musica, e due anni dopo, Leoncavallo trasfigura un vecchio fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: la “parola scenica” esplode caricandosi di una tradizione lunga secoli e dandogli nuova luce. Quella luce che splenderà appieno nell’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini inaugurerà il nuovo secolo.]]>
Opera
20:30
Teatro Alighieri
Sabato 25-11-2017
left1 Nedda Estibaliz Martyn Canio Diego Cavazzin Tonio Kiril Manolov Beppe Giovanni Sala Silvio Igor Onishchenko direttore Vladimir Ovodok regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designer Vincent Longuemare visual designer David Loom video programmer Davide Broccoli costumi Alessandro Lai Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Coro di voci bianche Ludus Vocalis diretto da Elisabetta Agostini Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il Festival sfodera risorse capaci di trasformare il Teatro Alighieri in una instancabile macchina produttiva. E lo spazio scenico in una claustrofobica scatola dell’angoscia, che si apre e si chiude, trasfigurandosi e dando voce e corpo al gesto tragico che attraversa questi capolavori: la morte in duello, il suicidio, l’omicidio… sentimenti messi fino in fondo alla prova. Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. Eppoi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti. Il tramonto di un’epoca si fonde all’alba di nuovi tempi: è sul finire dell’Ottocento che il melodramma italiano ritrova nuova linfa, in quegli anni in cui tutto – idee e linguaggi e sperimentazioni – conduce irresistibilmente alla modernità, a quel grumo di senso che precipita fino al cuore del Novecento, irradiandosi sino a noi. Nel 1890 la fulminante immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana conquista i teatri imponendo il verbo “verista” in musica, e due anni dopo, Leoncavallo trasfigura un vecchio fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: la “parola scenica” esplode caricandosi di una tradizione lunga secoli e dandogli nuova luce. Quella luce che splenderà appieno nell’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini inaugurerà il nuovo secolo.]]>
Opera
20:30
Teatro Alighieri
Domenica 26-11-2017
Altri eventi
11:00
Sala Arcangelo Corelli
Domenica 26-11-2017
left1 Tosca Virginia Tola Cavaradossi Azer Zada Scarpia Andrea Zaupa Angelotti Paolo Gatti Sagrestano Giorgio Trucco Spoletta Filippo Pollini Sciarrone Ion Stancu Un pastore Julie Cassanelli direttore Vladimir Ovodok regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designer Vincent Longuemare visual designer David Loom video programmer Davide Broccoli costumi Alessandro Lai Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Coro di voci bianche Ludus Vocalis diretto da Elisabetta Agostini Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il Festival sfodera risorse capaci di trasformare il Teatro Alighieri in una instancabile macchina produttiva. E lo spazio scenico in una claustrofobica scatola dell’angoscia, che si apre e si chiude, trasfigurandosi e dando voce e corpo al gesto tragico che attraversa questi capolavori: la morte in duello, il suicidio, l’omicidio… sentimenti messi fino in fondo alla prova. Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. Eppoi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti. Il tramonto di un’epoca si fonde all’alba di nuovi tempi: è sul finire dell’Ottocento che il melodramma italiano ritrova nuova linfa, in quegli anni in cui tutto – idee e linguaggi e sperimentazioni – conduce irresistibilmente alla modernità, a quel grumo di senso che precipita fino al cuore del Novecento, irradiandosi sino a noi. Nel 1890 la fulminante immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana conquista i teatri imponendo il verbo “verista” in musica, e due anni dopo, Leoncavallo trasfigura un vecchio fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: la “parola scenica” esplode caricandosi di una tradizione lunga secoli e dandogli nuova luce. Quella luce che splenderà appieno nell’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini inaugurerà il nuovo secolo.]]>
Opera
15:30
Teatro Alighieri
Mercoledì 29-11-2017
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
 
Giovedì 30-11-2017
left1Biglietteria online]]>
Altri eventi
21:00
Sala Arcangelo Corelli
 
Domenica 03-12-2017
Altri eventi
11:00
Sala Arcangelo Corelli
Giovedì 07-12-2017
left1Martinelli si ispira ad un fatto di cronaca per raccontare come la corruzione delI’Italia di oggi abbia soppiantato gli ideali risorgimentali inscritti nella musica di Giuseppe Verdi: il vigile urbano di un paesello della Bassa Romagna si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa capace di avvelenare il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative. Diretto da Martinelli e Montanari, il lavoro prevede, accanto all’ensemble delle Albe, il coro guidato da Stefano Nanni che eseguirà dal vivo arie e corali dalle opere verdiane.]]>
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
Venerdì 08-12-2017
left1Martinelli si ispira ad un fatto di cronaca per raccontare come la corruzione delI’Italia di oggi abbia soppiantato gli ideali risorgimentali inscritti nella musica di Giuseppe Verdi: il vigile urbano di un paesello della Bassa Romagna si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa capace di avvelenare il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative. Diretto da Martinelli e Montanari, il lavoro prevede, accanto all’ensemble delle Albe, il coro guidato da Stefano Nanni che eseguirà dal vivo arie e corali dalle opere verdiane.]]>
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
Sabato 09-12-2017
left1Martinelli si ispira ad un fatto di cronaca per raccontare come la corruzione delI’Italia di oggi abbia soppiantato gli ideali risorgimentali inscritti nella musica di Giuseppe Verdi: il vigile urbano di un paesello della Bassa Romagna si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa capace di avvelenare il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative. Diretto da Martinelli e Montanari, il lavoro prevede, accanto all’ensemble delle Albe, il coro guidato da Stefano Nanni che eseguirà dal vivo arie e corali dalle opere verdiane.]]>
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
Domenica 10-12-2017
Altri eventi
11:00
Sala Arcangelo Corelli
Domenica 10-12-2017
left1Martinelli si ispira ad un fatto di cronaca per raccontare come la corruzione delI’Italia di oggi abbia soppiantato gli ideali risorgimentali inscritti nella musica di Giuseppe Verdi: il vigile urbano di un paesello della Bassa Romagna si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa capace di avvelenare il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative. Diretto da Martinelli e Montanari, il lavoro prevede, accanto all’ensemble delle Albe, il coro guidato da Stefano Nanni che eseguirà dal vivo arie e corali dalle opere verdiane.]]>
Altri eventi
15:30
Teatro Alighieri
Martedì 12-12-2017
left1Martinelli si ispira ad un fatto di cronaca per raccontare come la corruzione delI’Italia di oggi abbia soppiantato gli ideali risorgimentali inscritti nella musica di Giuseppe Verdi: il vigile urbano di un paesello della Bassa Romagna si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa capace di avvelenare il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative. Diretto da Martinelli e Montanari, il lavoro prevede, accanto all’ensemble delle Albe, il coro guidato da Stefano Nanni che eseguirà dal vivo arie e corali dalle opere verdiane.]]>
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
Mercoledì 13-12-2017
left1Martinelli si ispira ad un fatto di cronaca per raccontare come la corruzione delI’Italia di oggi abbia soppiantato gli ideali risorgimentali inscritti nella musica di Giuseppe Verdi: il vigile urbano di un paesello della Bassa Romagna si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa capace di avvelenare il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative. Diretto da Martinelli e Montanari, il lavoro prevede, accanto all’ensemble delle Albe, il coro guidato da Stefano Nanni che eseguirà dal vivo arie e corali dalle opere verdiane.]]>
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
Giovedì 14-12-2017
left1Martinelli si ispira ad un fatto di cronaca per raccontare come la corruzione delI’Italia di oggi abbia soppiantato gli ideali risorgimentali inscritti nella musica di Giuseppe Verdi: il vigile urbano di un paesello della Bassa Romagna si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa capace di avvelenare il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative. Diretto da Martinelli e Montanari, il lavoro prevede, accanto all’ensemble delle Albe, il coro guidato da Stefano Nanni che eseguirà dal vivo arie e corali dalle opere verdiane.]]>
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
Domenica 17-12-2017
Altri eventi
11:00
Sala Arcangelo Corelli
Giovedì 25-01-2018
left1Lorenzo Milani, ricchissimo prete dalla vocazione improvvisa e tardiva che non ha dato tregua alla Curia fiorentina, ha creato la Scuola Popolare di San Donato e ha accusato la Chiesa di schierarsi dalla parte dei padroni, pagando queste accuse con l’esilio a Barbiana e facendo di quella cima inospitale il centro del mondo. Stefania Marrone e Cosimo Severo scelgono di raccontare la sua storia dalla fine, quando Lorenzo, malato, è a Firenze e cerca di persuadere sua madre, l’agnostica intellettuale Alice Weiss, che lui non avrebbe potuto fare altrimenti, che quello che è stato ha avuto un senso.]]>
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
Venerdì 26-01-2018
left1Lorenzo Milani, ricchissimo prete dalla vocazione improvvisa e tardiva che non ha dato tregua alla Curia fiorentina, ha creato la Scuola Popolare di San Donato e ha accusato la Chiesa di schierarsi dalla parte dei padroni, pagando queste accuse con l’esilio a Barbiana e facendo di quella cima inospitale il centro del mondo. Stefania Marrone e Cosimo Severo scelgono di raccontare la sua storia dalla fine, quando Lorenzo, malato, è a Firenze e cerca di persuadere sua madre, l’agnostica intellettuale Alice Weiss, che lui non avrebbe potuto fare altrimenti, che quello che è stato ha avuto un senso.]]>
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
Sabato 27-01-2018
left1Lorenzo Milani, ricchissimo prete dalla vocazione improvvisa e tardiva che non ha dato tregua alla Curia fiorentina, ha creato la Scuola Popolare di San Donato e ha accusato la Chiesa di schierarsi dalla parte dei padroni, pagando queste accuse con l’esilio a Barbiana e facendo di quella cima inospitale il centro del mondo. Stefania Marrone e Cosimo Severo scelgono di raccontare la sua storia dalla fine, quando Lorenzo, malato, è a Firenze e cerca di persuadere sua madre, l’agnostica intellettuale Alice Weiss, che lui non avrebbe potuto fare altrimenti, che quello che è stato ha avuto un senso.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Domenica 28-01-2018
Altri eventi
11:00
Sala Arcangelo Corelli
Domenica 28-01-2018
left1Lorenzo Milani, ricchissimo prete dalla vocazione improvvisa e tardiva che non ha dato tregua alla Curia fiorentina, ha creato la Scuola Popolare di San Donato e ha accusato la Chiesa di schierarsi dalla parte dei padroni, pagando queste accuse con l’esilio a Barbiana e facendo di quella cima inospitale il centro del mondo. Stefania Marrone e Cosimo Severo scelgono di raccontare la sua storia dalla fine, quando Lorenzo, malato, è a Firenze e cerca di persuadere sua madre, l’agnostica intellettuale Alice Weiss, che lui non avrebbe potuto fare altrimenti, che quello che è stato ha avuto un senso.]]>
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15:30
Teatro Alighieri
Mercoledì 31-01-2018
left1Tony assume come servitore Hugo Barrett. Inizialmente quest'ultimo sembra assolvere con zelo al proprio incarico e i due sono calati perfettamente nelle rispettive parti; ma con il tempo Barrett, manipolativo e strumentalmente cerimonioso, sempre più urticante, e ricattatorio, riesce a trasformare la relazione fino al completo ribaltamento delle posizioni. Metafora di una società che inventa ruoli e classi, il testo racconta la vendetta dei deboli e perfidi “sfortunati”, costretti a servire altri uomini uguali a loro in tutto.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Giovedì 01-02-2018
left1Tony assume come servitore Hugo Barrett. Inizialmente quest'ultimo sembra assolvere con zelo al proprio incarico e i due sono calati perfettamente nelle rispettive parti; ma con il tempo Barrett, manipolativo e strumentalmente cerimonioso, sempre più urticante, e ricattatorio, riesce a trasformare la relazione fino al completo ribaltamento delle posizioni. Metafora di una società che inventa ruoli e classi, il testo racconta la vendetta dei deboli e perfidi “sfortunati”, costretti a servire altri uomini uguali a loro in tutto.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Giovedì 08-02-2018
left1Nel 1947 fu approvato l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere e educare anche i figli nati fuori dal matrimonio. E qui di figli ce ne sono tre da proteggere. Tra Filumena Marturano, caparbia, accorta, ostinata contro tutto e tutti nel perseguire la propria visione del mondo, e Domenico Soriano, unico erede di un ricco pasticciere, amante delle corse e della bella vita, è guerra aperta. Liliana Cavani dirige Geppy Gleijeses e Mariangela D’Abbraccio in una delle opere più rappresentate di Eduardo.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Venerdì 09-02-2018
left1Nel 1947 fu approvato l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere e educare anche i figli nati fuori dal matrimonio. E qui di figli ce ne sono tre da proteggere. Tra Filumena Marturano, caparbia, accorta, ostinata contro tutto e tutti nel perseguire la propria visione del mondo, e Domenico Soriano, unico erede di un ricco pasticciere, amante delle corse e della bella vita, è guerra aperta. Liliana Cavani dirige Geppy Gleijeses e Mariangela D’Abbraccio in una delle opere più rappresentate di Eduardo.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Sabato 10-02-2018
left1Nel 1947 fu approvato l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere e educare anche i figli nati fuori dal matrimonio. E qui di figli ce ne sono tre da proteggere. Tra Filumena Marturano, caparbia, accorta, ostinata contro tutto e tutti nel perseguire la propria visione del mondo, e Domenico Soriano, unico erede di un ricco pasticciere, amante delle corse e della bella vita, è guerra aperta. Liliana Cavani dirige Geppy Gleijeses e Mariangela D’Abbraccio in una delle opere più rappresentate di Eduardo.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Domenica 11-02-2018
left1Nel 1947 fu approvato l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere e educare anche i figli nati fuori dal matrimonio. E qui di figli ce ne sono tre da proteggere. Tra Filumena Marturano, caparbia, accorta, ostinata contro tutto e tutti nel perseguire la propria visione del mondo, e Domenico Soriano, unico erede di un ricco pasticciere, amante delle corse e della bella vita, è guerra aperta. Liliana Cavani dirige Geppy Gleijeses e Mariangela D’Abbraccio in una delle opere più rappresentate di Eduardo.]]>
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15:30
Teatro Alighieri
Lunedì 12-02-2018
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21:00
Sala Arcangelo Corelli
Martedì 20-02-2018
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21:00
Teatro Alighieri
 
Mercoledì 21-02-2018
Altri eventi
21:00
Teatro Alighieri
 
Giovedì 08-03-2018
left1A quasi cinquant'anni dalla sua uscita sul grande schermo, La classe operaia va in paradiso approda in scena con la regia di Claudio Longhi, che ne esalta la forte componente ideologica rendendola particolarmente attuale e che mutua il proprio registro stilistico da quello dell’incandescente “capriccio” di Petri, in bilico tra realismo e grottesco. Lo spettacolo, costruito attorno alla sceneggiatura di Petri e Pirro e ai materiali che testimoniano la genesi del film, diventa il punto di partenza per uno sguardo scandaloso ed eterodosso sulla recente storia politica e culturale del nostro Paese.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Venerdì 09-03-2018
left1A quasi cinquant'anni dalla sua uscita sul grande schermo, La classe operaia va in paradiso approda in scena con la regia di Claudio Longhi, che ne esalta la forte componente ideologica rendendola particolarmente attuale e che mutua il proprio registro stilistico da quello dell’incandescente “capriccio” di Petri, in bilico tra realismo e grottesco. Lo spettacolo, costruito attorno alla sceneggiatura di Petri e Pirro e ai materiali che testimoniano la genesi del film, diventa il punto di partenza per uno sguardo scandaloso ed eterodosso sulla recente storia politica e culturale del nostro Paese.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Sabato 10-03-2018
left1A quasi cinquant'anni dalla sua uscita sul grande schermo, La classe operaia va in paradiso approda in scena con la regia di Claudio Longhi, che ne esalta la forte componente ideologica rendendola particolarmente attuale e che mutua il proprio registro stilistico da quello dell’incandescente “capriccio” di Petri, in bilico tra realismo e grottesco. Lo spettacolo, costruito attorno alla sceneggiatura di Petri e Pirro e ai materiali che testimoniano la genesi del film, diventa il punto di partenza per uno sguardo scandaloso ed eterodosso sulla recente storia politica e culturale del nostro Paese.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Domenica 11-03-2018
left1A quasi cinquant'anni dalla sua uscita sul grande schermo, La classe operaia va in paradiso approda in scena con la regia di Claudio Longhi, che ne esalta la forte componente ideologica rendendola particolarmente attuale e che mutua il proprio registro stilistico da quello dell’incandescente “capriccio” di Petri, in bilico tra realismo e grottesco. Lo spettacolo, costruito attorno alla sceneggiatura di Petri e Pirro e ai materiali che testimoniano la genesi del film, diventa il punto di partenza per uno sguardo scandaloso ed eterodosso sulla recente storia politica e culturale del nostro Paese.]]>
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15:30
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Martedì 13-03-2018
left1Quarant’anni, moscovita, Konstantin Bogomolov è tra le voci più lucide della scena contemporanea russa, connotato da uno stile irriverente, provocatorio e contemporaneo. Non nuovo ad adattamenti teatrali di Dostoevskij – I fratelli Karamazov e L’idiota sono suoi precedenti lavori – anche in questo allestimento di Delitto e castigo si allontana dalle influenze formali di ambientazione russa per portare in scena oggi questo romanzo cercando di rileggerlo in chiave contemporanea, ponendo l’accento sui punti dolenti della nostra spigolosa realtà.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Mercoledì 14-03-2018
left1Quarant’anni, moscovita, Konstantin Bogomolov è tra le voci più lucide della scena contemporanea russa, connotato da uno stile irriverente, provocatorio e contemporaneo. Non nuovo ad adattamenti teatrali di Dostoevskij – I fratelli Karamazov e L’idiota sono suoi precedenti lavori – anche in questo allestimento di Delitto e castigo si allontana dalle influenze formali di ambientazione russa per portare in scena oggi questo romanzo cercando di rileggerlo in chiave contemporanea, ponendo l’accento sui punti dolenti della nostra spigolosa realtà.]]>
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21:00
Teatro Alighieri
Mercoledì 21-03-2018
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21:00
Teatro Alighieri
Martedì 27-03-2018
left1Gaber era un razionale, come un Picasso della scena scomponeva il pensiero per analizzarlo. Jannacci ritraeva figure della vita reale con una luce speciale, come Caravaggio. Nonostante le differenze s’incontravano nel desiderio di raccontare ideali, persone comuni, emarginati, ed erano capaci di farci vedere che chi si muove e vive accanto al nostro fianco, chi cammina nelle strade, chi respira la nostra stessa aria, sono uomini uguali a noi. Alessandro Besentini e Francesco Villa (in arte Ale e Franz) raccontano e cantano sospesi tra comicità e nostalgia la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria di Gaber e Jannacci, l'aria di Milano.]]>
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Teatro Alighieri
Mercoledì 28-03-2018
left1Gaber era un razionale, come un Picasso della scena scomponeva il pensiero per analizzarlo. Jannacci ritraeva figure della vita reale con una luce speciale, come Caravaggio. Nonostante le differenze s’incontravano nel desiderio di raccontare ideali, persone comuni, emarginati, ed erano capaci di farci vedere che chi si muove e vive accanto al nostro fianco, chi cammina nelle strade, chi respira la nostra stessa aria, sono uomini uguali a noi. Alessandro Besentini e Francesco Villa (in arte Ale e Franz) raccontano e cantano sospesi tra comicità e nostalgia la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria di Gaber e Jannacci, l'aria di Milano.]]>
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Giovedì 29-03-2018
left1Gaber era un razionale, come un Picasso della scena scomponeva il pensiero per analizzarlo. Jannacci ritraeva figure della vita reale con una luce speciale, come Caravaggio. Nonostante le differenze s’incontravano nel desiderio di raccontare ideali, persone comuni, emarginati, ed erano capaci di farci vedere che chi si muove e vive accanto al nostro fianco, chi cammina nelle strade, chi respira la nostra stessa aria, sono uomini uguali a noi. Alessandro Besentini e Francesco Villa (in arte Ale e Franz) raccontano e cantano sospesi tra comicità e nostalgia la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria di Gaber e Jannacci, l'aria di Milano.]]>
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Teatro Alighieri
Venerdì 30-03-2018
left1Gaber era un razionale, come un Picasso della scena scomponeva il pensiero per analizzarlo. Jannacci ritraeva figure della vita reale con una luce speciale, come Caravaggio. Nonostante le differenze s’incontravano nel desiderio di raccontare ideali, persone comuni, emarginati, ed erano capaci di farci vedere che chi si muove e vive accanto al nostro fianco, chi cammina nelle strade, chi respira la nostra stessa aria, sono uomini uguali a noi. Alessandro Besentini e Francesco Villa (in arte Ale e Franz) raccontano e cantano sospesi tra comicità e nostalgia la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria di Gaber e Jannacci, l'aria di Milano.]]>
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Venerdì 13-04-2018
left1Elio De Capitani torna a Shakespeare con Otello spogliandolo della “tradizione” per tornare al cuore del meccanismo drammatico e della sua tragica normalità: quella di un generale potente e blandito dalla nobiltà veneziana che però frana nella sua solitudine di debolezze e dubbi; e quella di Jago, manipolatore intelligente, il male fine a se stesso, un untore ideologico al cui contagio nessuno sembra immune. La vicenda del Moro apre una finestra sui presupposti ideologici e i fantasmi di una società che teme l’altro, lo straniero, e tutto ciò che ha di inconfessabile.]]>
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Sabato 14-04-2018
left1Elio De Capitani torna a Shakespeare con Otello spogliandolo della “tradizione” per tornare al cuore del meccanismo drammatico e della sua tragica normalità: quella di un generale potente e blandito dalla nobiltà veneziana che però frana nella sua solitudine di debolezze e dubbi; e quella di Jago, manipolatore intelligente, il male fine a se stesso, un untore ideologico al cui contagio nessuno sembra immune. La vicenda del Moro apre una finestra sui presupposti ideologici e i fantasmi di una società che teme l’altro, lo straniero, e tutto ciò che ha di inconfessabile.]]>
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Domenica 15-04-2018
left1Elio De Capitani torna a Shakespeare con Otello spogliandolo della “tradizione” per tornare al cuore del meccanismo drammatico e della sua tragica normalità: quella di un generale potente e blandito dalla nobiltà veneziana che però frana nella sua solitudine di debolezze e dubbi; e quella di Jago, manipolatore intelligente, il male fine a se stesso, un untore ideologico al cui contagio nessuno sembra immune. La vicenda del Moro apre una finestra sui presupposti ideologici e i fantasmi di una società che teme l’altro, lo straniero, e tutto ciò che ha di inconfessabile.]]>
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15:30
Teatro Alighieri
Domenica 15-04-2018
left1Elio De Capitani torna a Shakespeare con Otello spogliandolo della “tradizione” per tornare al cuore del meccanismo drammatico e della sua tragica normalità: quella di un generale potente e blandito dalla nobiltà veneziana che però frana nella sua solitudine di debolezze e dubbi; e quella di Jago, manipolatore intelligente, il male fine a se stesso, un untore ideologico al cui contagio nessuno sembra immune. La vicenda del Moro apre una finestra sui presupposti ideologici e i fantasmi di una società che teme l’altro, lo straniero, e tutto ciò che ha di inconfessabile.]]>
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Venerdì 27-04-2018
left1Nella regia di Rifici si fanno spazio le ragioni di tutti i personaggi della vicenda, Agamennone, Menelao, Ulisse e Clitemnestra, sino a mostrarci il pianto purificatrice della stessa Ifigenia che, schiacciata dal volere paterno e sacrificata affinché le navi degli Achei possano finalmente salpare per Troia, alla fine si convince a morire per una causa più alta e nobile della stessa sua vita. Indagare il Mito degli Atridi oggi vuol dire aprire domande intorno all’annosa questione dell’origine della violenza, di come si possa fermarla e del perché il mondo resti immobile nell’incapacità di trovarvi un’alternativa.]]>
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Teatro Alighieri
Sabato 28-04-2018
left1Nella regia di Rifici si fanno spazio le ragioni di tutti i personaggi della vicenda, Agamennone, Menelao, Ulisse e Clitemnestra, sino a mostrarci il pianto purificatrice della stessa Ifigenia che, schiacciata dal volere paterno e sacrificata affinché le navi degli Achei possano finalmente salpare per Troia, alla fine si convince a morire per una causa più alta e nobile della stessa sua vita. Indagare il Mito degli Atridi oggi vuol dire aprire domande intorno all’annosa questione dell’origine della violenza, di come si possa fermarla e del perché il mondo resti immobile nell’incapacità di trovarvi un’alternativa.]]>
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