La stagione dei teatri

a cura di Ravenna Teatro

La stagione dei teatri unisce le programmazioni dei due teatri cittadini, Alighieri e Rasi, in un cartellone volto al superamento della tradizionale separazione tra prosa e contemporaneo. Da anni infatti Ravenna Teatro, che cura la stagione ravennate, porta avanti l’idea di un teatro libero da generi e distinzioni, un teatro che non ha più senso catalogare in base a vacue apparenze formali e che si vuole invece mostrare partendo da quella che è la base più genuina e ancestrale del suo essere.

Ravenna Teatro c/o Teatro Rasi
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Per il quarto anno i due teatri cittadini, Alighieri e Rasi, uniscono le proprie programmazioni per cartellone volto al superamento della tradizionale separazione tra prosa e contemporaneo. La formula di abbonamento prevede sei titoli fissi e due a scelta tra una rosa molto ampia, a cui si aggiungono diverse altre proposte nella sezione Oltre l’abbonamento.

All’Alighieri si comincia da Fare un’anima, di e con Giacomo Poretti, conosciuto ai più per le sue gesta col trio Aldo, Giovanni e Giacomo, ma in questo caso impegnato a riflettere su “Anima”, una parola silenziosa che rischia l’estinzione nel chiasso dell’oggi. Di nuovo Alighieri Molière / Il Misantropo di e con Valter Malosti, che assume i panni di un Alceste filosofo, un nero buffone, un folle estremista del pensiero, che racchiude in sé le risonanze più intime e strazianti del dramma molieriano. La classe di Vincenzo Manna, con Claudio Casadio, Andrea Paolotti e Brenno Placido, prende spunto da una ricerca basata su interviste a giovani sotto i vent’anni, sulla loro relazione con l’altro da sé e sul loro rapporto con il tempo. Ne I miserabili di Victor Hugo Franco Branciaroli è Jean Valjean – uno strano santo, una figura angelico-faustiana. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è tratto dal romanzo di Mark Haddon e portato in scena dal Teatro dell’Elfo. Pièce pluripremiata nel teatro inglese e newyorkese, la commedia segue le peripezie di Christopher, un quindicenne con la Sindrome di Asperger.

Sempre all’Alighieri, la sezione Oltre l’abbonamento include Il rigore che non c’era di Federico Buffa, telecronista e commentatore sportivo noto per le sue trasmissioni antologiche. Il rigore cui allude non è inteso unicamente come azione calcistica, ma come quell’accadimento inaspettato capace di determinare una svolta. In Inflammation du verbe vivre di Wajdi Mouawad / Théâtre De La Colline lo scrittore, drammaturgo, regista e attore di origine libanese – considerato in Francia uno degli autori contemporanei di teatro più importanti degli ultimi anni –affronta Sofocle. Sempre all’Alighieri anche Va pensiero di Marco Martinelli con Ermanna Montanari e In nome del padre di Mario Perrotta.

22, 23 aprile 2020
Teatro Alighieri

Inflammation du verbe vivre

Stagione dei Teatri 2019/20

testo e regia Wajdi Mouawad
con Dimitris Kranias, Wajdi Mouawad Wahid

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